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OLTRE LA RETE, Laura Kunzler si racconta: “Rituale pre partita? Un bel caffè. Dagli USA alla Svizzera, Chieri è una grande emozione”

Terza puntata della nuova stagione per l’ormai consolidato format giornalistico targato Reale Mutua Fenera Chieri ‘76, “Oltre la rete”. Conosceremo meglio le nostre nuove giocatrici, con interviste e approfondimenti dedicati alla loro vita quotidiana, alle loro origini, alle loro passioni.

Andiamo avanti con la nostra schiacciatrice Laura Kunzler. Classe 1996, con il numero 4, al suo primo anno a Chieri, anche Laura si racconta ‘oltre la rete’.

Laura, per gli amici?

Lau!

Di dove sei originaria e come si compone la tua famiglia?

Sono cresciuta in una famiglia numerosa in Svizzera con tre sorelle; sono la seconda. Sono nata a Berkeley, negli Stati Uniti, città in cui mio padre lavorava come ricercatore in Microbiologia. Poco dopo ci siamo trasferiti in Germania, a Heidelberg, perché mio padre ha lavorato in un’altra università. Infine, quando avevo quattro anni, la mia famiglia è tornata in Svizzera. Anche le mie sorelle giocano a pallavolo, quindi i nostri genitori ci supportano molto e mi seguono ovunque io giochi.

Sei sposata?

Sì, mio marito Leon è stato anche lui un giocatore professionista di pallavolo e vive con me qui a Chieri.

Come è arrivata la pallavolo nella tua vita?

Mia sorella maggiore ci giocava e così mi sono unita anche io alla sua squadra!

Entrare nel team del Chieri cosa rappresenta per te?

Per me è stato davvero emozionante venire qui, perché rappresenta il passo successivo in una squadra ancora più professionale, di cui avevo sentito tanti racconti positivi.

Hai un rituale portafortuna che non dimentichi mai di fare prima di un match?

Non proprio, semplicemente non mi piace essere stressata, quindi mi assicuro sempre di avere abbastanza tempo prima della partita. Ad esempio per bere un caffè, ascoltare buona musica e cercare di rilassarmi prima di andare in palestra.

Diamo un consiglio ai ragazzi e alle ragazze giovani che vorrebbero seguire i tuoi passi, ma magari sono frenati dalle paure?

Penso che sia importante sognare in grande, sempre, ma fissare anche piccoli obiettivi lungo il percorso, per avere la sensazione di raggiungere qualcosa anche durante il processo e godersi davvero ciò che si fa.

ENGLISH VERSION

Do you have a nickname?

Yes, my nickname is Lau.

What are your origins? Let’s talk a bit about your family.

I grew up in a big family in Switzerland with three sisters, I am the second born. I was born in Berkeley USA where my dad worked as a Post Doc in Microbiology, shortly after we moved to Germany Heidelberg where my dad worked at another University and finally when I was 4 years old my family moved back to Switzerland. All my sisters play volleyball too, so our parents are really supportiv and visit me everywhere I play.

Are you married?

Yes, my husband Leon was a professional Volleyballplayer too, he lives with me here in Chieri.

How did you discover volleyball?

My big sister played volleyball, so I joined her in the same team.

What did it mean to you to join the Chieri team?

For me it was really excited to come here because it meant to make the next step in an even more professional Team and I heard a lot of good things.

Do you have a pre-game lucky ritual?

Not really, I just really don‘t like to be stressed so I always make sure to have enough time before the game to for example drink my coffee listen to good music and try to relax before I go to the gym.

Any advice for young people who want to follow your path?

I think it‘s important to dream big but set small goals on the way to have the feeling of achievmebt also in the progress to enjoy what you are doing.

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