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OLTRE LA RETE, Carola Bonafede si racconta: “Un po’ Bonny, un po’ Caro. Dalla palestra di papà fino a Chieri… Sono così felice”

Quinta puntata della nuova stagione per l’ormai consolidato format giornalistico targato Reale Mutua Fenera Chieri ‘76, “Oltre la rete”. Conosceremo meglio le nostre nuove giocatrici, con interviste e approfondimenti dedicati alla loro vita quotidiana, alle loro origini, alle loro passioni.

Proseguiamo con il nostro libero Carola Bonafede. Classe 2007, con il numero 8, al suo primo anno a Chieri, anche Carola si racconta ‘oltre la rete’.

Carola, di dove sei?

Sono originaria di Trento. Mia mamma è trentina e mio papà siciliano, ho tre fratelli (di cui due sorelle) più piccoli di me. In famiglia siamo molto legati.

Hai un soprannome?

A Roma mi chiamavano Bonny; qui invece sono Caro.

Come hai conosciuto la pallavolo?

Tramite mio papà che allena e quindi da piccolina mi portava con lui a guardare gli allenamenti e le partite.

Cosa significa per te entrare nella realtà del Chieri?

Entrare a Chieri ha significato realizzare un sogno. Dopo anni di lavoro a Roma nel giovanile avere una proposta come questa mi ha riempito di felicità e voglia di migliorarmi ancora di più.

Hai un rituale portafortuna che non dimentichi mai di fare prima della partita?

No, non ho rituali miei personali, anche se nelle ultime partite con Ferrarini ci facciamo un ‘selfie scaramantico‘ (ride, ndr).

Come ti definiresti in tre parole?

Solare, altruista, empatica.

Come si struttura il tuo tempo libero?

Nel tempo libero studio sia per scuola, perché frequento l’ultimo anno di Liceo Scientifico, sia per la patente (ride, ndr).

E dopo? Continuerai a studiare?

Sì, vorrei fare o Ingegneria gestionale o Psicologia, ma devo ancora scegliere.

 

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