Isabella Perata: «Col Club Italia è come giocare contro le mie sorelle»

Tutto pronto in casa Fenera Chieri ’76 per il terzultimo impegno di campionato del 2013. Domani (ore 18) al PalaMaddalene arriva il Club Italia, partita dal sapore particolare soprattutto per Isabella Perata che ritrova da avversaria la squadra dove ha giocato per due anni e di cui la passata stagione era capitano.
Isabella, come vivi questa vigilia?
«Sono un po’ emozionata. Rispetto all’anno scorso il Club Italia ha cambiato poche giocatrici, le altre le conosco bene, dopo due anni insieme sono un po’ tutte mie sorelle. Siamo rimaste in contatto, ci sentiamo spesso. In campo non ho dubbi che ci sarà una sana competizione. Loro cercheranno di vincere come cercheremo di farlo noi. Spero senza tanti problemi che si riesca a far bene e si vinca, anche perché passerò il 31 dicembre con molte di loro e non ho nessuna voglia di rovinarmi il Capodanno (ride)».
Da ex del Club Italia, ne conosci bene le qualità. Che partita ti aspetti?
«E’ una squadra molto pericolosa in prima linea, anche per l’altezza delle giocatrici, penso ad esempio a Nicoletti e Bonifacio. A muro sono molto forti. Il limite è un po’ la ricezione. Dovremo lavorare bene al servizio e metterle in difficoltà. A parte questo, è difficile dire che partita sarà. Il Club Italia non è una squadra con titolari definite, il sestetto cambia sempre e le giocatrici arricchiscono progressivamente il loro bagaglio tecnico. Inoltre come tutte le squadre giovani non sai mai che prestazione verrà fuori. Se le becchiamo in una giocata in cui tutte sono in forma, può diventare una partita molto complicata, un po’ come successe a marzo quando a farne le spese fu proprio il Chieri ’76».
Al Club Italia si lavora esclusivamente su obiettivi tecnici. Come ti sei calata in un nuovo contesto dove ogni settimana si lavora anche sul risultato?
«Ho iniziato a fare il palleggiatore soltanto due anni fa e al Club Italia ho lavorato soprattutto sulla tecnica. Avevo bisogno di fare un passo avanti e lavorare tanto anche sulle situazioni di gioco. Sono contenta di poterlo fare al Chieri ’76».