Alla fine del 2016 la nostra società è stata oggetto di tesi di studio per il Master “Executive Program in Sport Management” dello Sport Knowledge Center all’Università Bocconi di Milano.
Luca Di Cillo, chierese e appassionato di sport, ha infatti partecipato al Master usando il Chieri ’76 Volleyball come esempio sportivo in ambito di sostenibilità economica dello sport.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza.

Sport has the power to change the world. It has the power to inspire. It has the power to unite the people in a way that a little else does. It speaks to youth in a Language they understand. Sport can create hope where once there was only dispair. It is more powerful than government in breaking down racial barriers. It laughs in the face of discrimination

Ho voluto iniziare questo mio breve articolo con le parole che Nelson Mandela ha pronunciato durante un suo celebre discorso dell’anno 2000 sulla funzione dello sport, perché queste poche righe racchiudono ciò che per me è la vera essenza dello Sport.

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo” ed è uno dei più potenti strumenti per la formazione di un individuo, tanto da poter addirittura ridefinire l’immagine di un Paese a livello internazionale.

Il significato di queste parole è stata la “molla” che nel settembre del 2016 mi ha spinto a prendere una brevissima pausa dalla mia attuale professione (Responsabile Commerciale di una azienda che opera nel settore del lusso) per studiare dal suo interno un mondo che da sempre è stata la mia grande passione.

Ho deciso così di iscrivermi al Master Executive in Sport Management dell’Università Bocconi di Milano.


(Tutti i partecipanti al Master 2016)

E’ stata un’esperienza davvero affascinante, durata complessivamente quattro mesi, che mi ha permesso di comprendere più a fondo quale siano le enormi potenzialità del settore sportivo da più punti di vista e come esso ancora oggi non sia sfruttato a pieno, soprattutto in Italia. In molti non condivideranno questa mia affermazione, pensando a tutti gli interessi economici che ruotano oggi intorno al mondo dello sport (penso ai motori, ai grandi eventi come i giochi olimpici o al calcio in particolare), ma la realtà dei fatti ci dimostra che esistono vasti margini di miglioramento per almeno due ragioni: la prima è che lo sport del calcio ha ancora amplissimi margini di crescita (soprattutto per le Società che non sono considerate Top Club); la seconda è che lo sport non è solo il calcio e la crescita dei “portatori di interesse” nei confronti degli altri sport, i cosiddetti stakeholders, siano essi praticanti, sponsor (aziende o organizzazioni), appassionati o semplicemente spettatori occasionali, porta ad un doppio giovamento, sociale ed economico.

Parto da quello economico, che descriverò in breve per non annoiarvi, ma ponendovi di fronte ad una semplice equazione:

Interesse del Pubblico = Interesse delle Aziende a investire

E’ semplice intuire che il mondo dello sport oggi è uno strumento importantissimo che le aziende utilizzano per veicolare valori positivi (agonismo, fatica per raggiungere traguardi, lealtà, spirito di squadra ecc.) e creare interazione con il pubblico, aumentando la propria “brand awareness” (cioè la notorietà del marchio). Tutto ciò avviene nonostante la crisi economica che ha visto negli anni una riduzione, da parte delle imprese, degli investimenti in promozione e comunicazione.

Il secondo aspetto, quello invece su cui vorrei focalizzare la nostra attenzione è l’importanza che lo sport riveste a livello sociale. Proprio da quest’ultima considerazione ho preso spunto per raccontare all’aula il caso del Chieri ’76 Volleyball, inserendolo all’interno del mio breve estratto di fine Master.

L’attività di promozione sportiva, soprattutto a livello locale, ha un peso fondamentale poiché non solo contribuisce al miglioramento dello stato di salute delle persone, ma concorre a svolgere un’importantissima funzione educativa e formativa per le nuove generazioni.

Per questo motivo ho deciso di contribuire anche io, nel mio piccolo, alla divulgazione delle attività di una delle realtà sportive più importanti della mia città, quella del Chieri ‘76 portandola alla conoscenza dello Sport Knowledge Center dell’Università Bocconi e raccontando sia ai docenti che ai miei compagni di corso (alcuni dei quali campioni di fama internazionale come Javier Zanetti o recenti ori olimpici come Niccolò Campriani, Daniele Molmenti, Carlo Molfetta ed altri atleti di altissimo livello) quale sia l’importanza che il Chieri ‘76 ricopre sul tessuto sportivo e sociale del Chierese.


(Luca Di Cillio, a sinistra, in compagnia di Niccolò Campriani, a destra)

Gabriele Giovine, responsabile marketing e comunicazione della Società mi ha descritto gli obiettivi e lo spirito della società, grazi ai quali molte aziende, tra cui il main sponsor Gruppo Fenera, sono incentivate a investire risorse economiche. Analogamente sono molte le persone, in primis i dirigenti della società, a dedicare il proprio tempo e la propria professionalità al servizio di tutti, con l’obiettivo di trasferire loro i valori di uno sport stupendo come la pallavolo.

Ho portato all’attenzione dell’aula l’idea “In alto col Chieri ’76”, vale a dire l’obiettivo di creare un consorzio di più società del quale il Chieri ’76 è il fiore all’occhiello e la punta dell’iceberg. La società infatti è fattore trainante del progetto e punto di riferimento per ben 7 società di pallavolo dell’Area Torino Sud che vi hanno aderito. Il risultato è la creazione di un settore giovanile di assoluto valore, non solo come “fucina” di nuovi talenti da far crescere fino al professionismo di alto livello, ma soprattutto come occasione di condivisione dei valori dello sport, di cui le giocatrici di serie A sono testimoni e fonte di ispirazioni per le giovani atlete.

Il coinvolgimento delle giovani pallavoliste, delle famiglie, degli allenatori e di tutti gli staff che partecipano a ogni categoria all’interno delle singole società è alla base del concetto di Consorzio, che permette di condividere le competenze tecniche di professionisti (che lavorano per la prima squadra di A2) con l’umanità, l’entusiasmo e soprattutto l’idea che lo sport sia prima di tutto divertimento e salute.

E’ stato molto bello infine raccontare l’attività che il Chieri ‘76, con il sostegno della DiaSorin, svolge con i ragazzi disabili portando avanti l’iniziativa del Sitting Volley, anche con la partecipazione ai Campionati Italiani. La società contribuisce infatti in modo ammirevole ad avvicinare sempre di più i ragazzi con disabilità al mondo dello sport e della pallavolo in particolare.

Vorrei concludere questo mio pezzo approfittando dell’opportunità che la società tutta mi ha concesso per ricordare a tutti noi che lo Sport coinvolge milioni di persone in Italia ed è per questo che ritengo sia lo strumento più efficace per diffondere messaggi positivi. Spetta dunque a tutti noi, ognuno con la propria esperienza e la voglia di essere parte attiva di questo settore, farsi promotore di tali messaggi. Sono certo che lo Sport abbia le potenzialità per contribuire alla crescita sia economica che sociale del nostro Paese.

Ecco un estratto della tesi finale in cui si cita la nostra società:

Transilienza – Action Plan LDC