Gyselle de la Caridad Silva è il nuovo opposto del Fenera Chieri ’76

Si chiama Gyselle de la Caridad Silva, è nata a Cuba nel 1991, è alta 190 cm ed è il nuovo opposto del Fenera Chieri ’76.
Si tratta di un’esordiente in Italia, ma al tempo stesso il suo nome è già noto alla platea dell’A1, l’anno scorso infatti si è allenata per un breve periodo a Modena prima di trasferirsi nelle Filippine allo Smart Prepaid Giga Hitters, squadra dove si è messa in mostra realizzando la bellezza di 56 punti in una sola partita. Oltre che a Cuba ha giocato in Azerbaigian (vincendo lo scudetto a Baku nel 2015), Turchia e Cina. Con la nazionale cubana si è aggiudicata l’argento nei Giochi Panamericani del 2011 ricevendo il premio individuale per il miglior servizio.
In carriera ha ricoperto i ruoli sia di centrale sia di attaccante esterna, ma ormai di diverse stagioni gioca opposto.

Benvenuta Gyselle! Cosa ti è piaciuto dell’offerta del Fenera Chieri ’76?
«Mi riconosco in Chieri, una città che è risorta e tornata in A1, arrivando dove si trova oggi per meriti e per aver lavorato duramente: quando i risultati si ottengono in questo modo hanno sempre più valore. Volevo una nuova opportunità in Europa e volevo giocare in Italia. Chi meglio di Chieri, che ha avuto un percorso come il mio e come me vuole rimanere a questi livelli? La pallavolo è la mia vita, è quello che ho sempre fatto e quindi il mio spirito non può essere quello di lottare per la maglia che porto, ogni volta che entro in campo, dando tutto!».
Sei già stata in Italia per un breve periodo. Che ricordo ne hai?
«Sicuramente mi piace l’Italia. Mi piaccioni i posti, le città, la cultura molto simile alla mia, il cibo, la lingua. Soprattutto mi piace la gente che segue il volley, inoltre è il miglior campionato al mondo e il più seguito. Ho promesso a me stessa che sarei tornata presto, e ora che ci sono voglio approfittare al massimo di questa opportunità».
Come ti descriveresti a chi non ti conosce?
«Questa è una domanda complicata (ride). Come persona ammetto di essere un po’ particolare, però sempre molto amichevole. Come giocatrice credo che la capacità di giocare in più ruoli sia uno dei miei pregi migliori, anche se la mia preferenza va al ruolo di opposto. In campo ho un temperamento forte, sono aggressiva e sicura di me, ma anche realista. Sono di quelle che credono che nulla sia impossibile: la differenza la fanno la voglia, il lavoro e l’unione con le quali affronti ogni partita».