Fenera Chieri ’76 verso l’esordio in campionato. Luca Secchi: «Con Olbia è una gara su noi stessi»

Domenica 8 novembre (ore 17) il Fenera Chieri ’76 inizia ufficialmente al PalaFenera la sua terza stagione in A2.
L’avversaria che il calendario mette sulla strada di Chieri è la Golem Olbia, squadra con cui le biancoblù vantano quattro vittorie in altrettanti precedenti. L’incontro sarà arbitrato da Danilo De Sensi di Catanzaro e da Roberto Pozzi di Alessandria, e verrà trasmesso in diretta streaming dalle ore 16,55 su http://www.theblackstudio.it
La partita offre tanti spunti di interesse, anche per la presenza nelle due squadre di protagonisti che verranno subito messi di fronte al loro recente passato. Da parte chierese gli ex sono Luca Secchi, Marco Sinibaldi e Giulia Angelina, mentre fra le sarde c’è Claudia Provaroni. Nell’organico di Olbia spicca inoltre Jenny Barazza, nome che certo non ha bisogno di presentazioni.
Ne parliamo con Luca Secchi.

Luca, dopo sette settimane di allenamenti si inizia a fare sul serio. Qual è il tuo bilancio del precampionato?
«Il bilancio è assolutamente positivo, soprattutto per l’impegno profuso da parte di tutti, società, staff e squadra. È stato un lavoro non solo di fatica ma anche di intesa, collaborazione, costruzione di alcuni aspetti che devono funzionare nel portare avanti un gruppo, esattamente come funzionano un po’ tutte le famiglie. Ci siamo focalizzati su obiettivi, ritmi ed equilibri interessanti, con idee chiare da parte di tutti. Dal punto di vista dei risultati le amichevoli ci sono venute in aiuto. Benché il risultato importasse poco, ha fatto molto bene a tutto l’ambiente il prendere consapevolezza di una certa forza e inquadrare quali sono le debolezze su cui lavorare per migliorare».
Il tuo debutto ufficiale col Fenera Chieri ’76 arriva contro una squadra che hai allenato due anni portandola dalla B1 all’A2, una squadra della tua Sardegna peraltro. Cosa provi?
«Un debutto è sempre un debutto, porta in sé tutta una serie di aspettative ed emozioni che in ogni inizio sono aperte a mille sfaccettature. È sempre un’emozione a prescindere. C’è ancora più emozione quanto incontri persone con cui sei stato bene come nel mio caso a Olbia. Al di là dell’aspetto umano, che certo non può lasciarmi indifferente, da parte mia c’è però molta più attenzione e concentrazione sul far bene e ottenere un risultato positivo. L’emozione è ancora più grande quando sei in una società come Chieri, perché ti rendi conto che stai lavorando per persone che non hanno in mente soltanto la palestra. Hanno la sensibilità e la premura di farti sentire a casa, che non è una cosa facile: lo dice uno che gira costantemente per il proprio lavoro. L’approccio delle persone, di tutti gli appassionati coinvolti, società, sponsor, staff, è sicuramente uno dei migliori prologhi della mia carriera. Insomma, provo un’emozione tripla: l’esordio in sé, ritrovare alcune persone di Olbia, e il mio desiderio di rendere giustizia alla passione delle persone per cui lavoro ora».
Che partita ti aspetti con Olbia?
«L’incognita più grande è l’incognita in sé. Olbia non ha avuto un precampionato così lineare, un po’ per alcune defezioni nel periodo di preparazione, un po’ perché alcune giocatrici non sono ancora arrivate e non sapremo se ci saranno o meno. Ci troviamo nell’impossibilità di preparare la partita da un punto di vista tattico. L’unica arma a nostro favore è la fiducia in quello che abbiamo costruito per noi stessi nel precampionato, nascondendo le cose che in questo momento funzionano peggio di altre. Sarà una partita più su noi stessi che su Olbia».
Come vuoi concludere questa breve intervista?
«Dicendo che alleno una squadra di cui sono profondamente innamorato. Provo ogni giorno il gusto di andare in palestra, confrontarmi ed evolvere insieme alle giocatrici, come si fa e come funziona nei migliori rapporti della vita. Questa è la cosa per me più importante. Se aggiungiamo il sentirci coccolati da una società attenta che ci consente di lavorare bene, credo ci troviamo nella condizione ideale».