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SENTI QUESTA, Stella Nervini: “Ti racconto di quando ho ignorato le chiamate di Velasco pensando fosse spam”

Dietro ogni divisa, ogni ruolo, ogni punto conquistato, c’è una persona. Un cuore che batte, una storia che pulsa. Emozioni, sogni, cadute, rinascite. È lì che vogliamo arrivare con “Senti questa”, la nuova rubrica firmata Chieri ‘76. Un viaggio che inizia dove finisce il campo, per raccontare la parte più autentica, più fragile, più viva delle persone che compongono la nostra grande famiglia biancoblù.

Accanto al già amato format “Oltre la rete”, “Senti questa” nasce con l’intento di creare un legame ancora più forte con tifosi, appassionati e semplici curiosi. Un filo invisibile che unisce emozioni diverse, ma ugualmente vere. Oggi ai microfoni c’è Stella Nervini.

Stella, ce l’hai un rituale porta fortuna pre partita?

Vado un po’ a periodi: a volte ascolto sempre le stesse canzoni e a volte si tratta solo di fare una foto prima di entrare in campo.

E dopo una vittoria in campo che fai di solito?

Dipende dall’ora (ride, ndr). Sicuramente vado a mangiare o con la mia famiglia o con la squadra per festeggiare!

Un consiglio ai giovani che vorrebbero seguire il tuo percorso?

Sicuramente lavorare sodo ogni giorno e divertirsi, che i risultati arrivano sul lungo termine ma il vero lavoro si fa da piccoli quando la stanchezza non si sente e si starebbe in palestra anche sei ore. Lavorare sodo a testa bassa, sì.

Hai animali domestici?

No, nessuno, non sono un’amante degli animali e sicuramente preferisco i gatti ai cani.

Qual è il tuo sogno? Sportivo e non…

Il mio sogno più grande sono sicuramente le Olimpiadi e con Olimpiadi intendo la partecipazione, poi se arriva anche una medaglia tanto meglio (ride, ndr). Fuori dallo sport al momento mi piacerebbe laurearmi (in Psicologia, ndr).

L’aneddoto più strano e folle che puoi raccontarmi?

Oh sì, ce l’ho! L’anno scorso. Faccio una premessa: ho un rapporto strano col telefono, nel senso che metto sempre il non disturbare, per cui non mi arrivano notifiche. Comunque, vedo che un numero che non avevo salvato mi aveva chiamata mentre ero ad allenamento,ma non mi aveva scritto nulla per cui io non ho richiamato, pensando fosse spam. Poi sono andata a pranzo coi miei e dopo vedo che mi aveva richiamata. Dopo un po’ mi arriva un messaggio su Whatsapp da questo numero sconosciuto, che mi dice: “Ciao Stella! Forse non hai salvato il mio numero…Sono Julio Velasco, mi richiami?” (ride, ndr). Avevo passato tutta la giornata a ignorare questo numero pensando fosse spam, ma era Velasco. Era stato molto divertente.

E la cosa più assurda successa a te o ad altri prima/durante/ dopo una partita, nel corso della tua carriera?

Quest’anno durante la prima tappa di VNL a Hong Kong. Ero quarta banda, a ogni partita una tra me e Sartori indossava la maglia da secondo libero. Durante la seconda partita del girone, io ero in panchina e avevo su la felpa, Julio si gira e mi dice “preparati a entrare”. Io lo guardo e gli dico: “ma chi? Io?”. Resta allibito dalla mia reazione. Allora gli faccio segno che ho la maglia da libero. A quel punto lui mi guarda, guarda Moki, poi mi riguarda, riguarda Moki e mi dici “ok, forse non me la sento” e siamo scoppiati tutti a ridere.

Come ti definiresti in tre parole?

Non è facile risponderti, ma potrei dirti all’apparenza timida e poi riflessiva e genuina.

La partita più bella della tua carriera fino ad oggi?

Beh, sicuramente la finale mondiale, per il significato emotivo della partita. Poi io non ho giocato troppo bene perciò ti direi anche la finale VNL.

Hai un motto che ti ispira?

Non è un motto, però “umile ma consapevole” mi rispecchia molto.

Il tuo idolo, nella pallavolo e non?

Non ho mai avuto idoli pallavolistici ma ti direi Gabi per ovvie ragioni. Al di fuori sicuramente Duplantis e Djokovic.

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